La mia africa

Non fu tanto il durante, quanto il dopo. Al ritorno. Era la prima volta che mi accadeva. ed ero consapevole che da quell’attimo in avanti, da quelle lacrime in poi niente sarebbe più stato come prima. Ormai ero stata contagiata. e non c’era più niente da fare. Anche se ancora non ne sapevo niente. Quel momento sancì l’inizio della mia malattia, della mia dipendenza dai viaggi.
Chi o cosa mi contagiò?
Il Kenya.
Africa.
Capite?
Oltre all’inganno anche la beffa! Primo viaggio oltre continente, primo timbro e prima volta in Africa.
Oltre a sancire la mia dipendenza dai viaggi, in quel viaggio mi ammalai anche di Mal d’Africa. E lo capii quando ripresi quell’aereo per tornare a Roma,lo stesso che otto giorni prima mi aveva portato lì a Mombasa.
Come il mio piede sinistro si staccò dall’asfalto della pista dell’aeroporto di Mombasa, i miei occhi iniziarono a riempirsi di lacrime, che piano piano scesero fino a bagnarmi la bocca.
Non capivo esattamente il perché di quelle lacrime, ma loro scendevano e scendevano… e non ne volevano sapere di fermarsi.Le sensazioni erano tante, avevo vissuto esperienze nuove, avevo avuto stimoli del tutto diversi dal solito,e stavo piano piano iniziando a percepire la realtà in maniera diversa, o perlomeno a vedere la vita da un altro punto di vista. …. Ancora confusa, ancora con il viaggio di ritorno da affrontare, decisi di rifletterci su in quelle 8 ore di aereo che mi dividevano da Roma, dall’Italia, dalla mia quotidianità.
Sarei riuscita in tutto quel tempo in cui non devo far altro che stare seduta su una scomoda poltrona economy ed osservare il passeggio della gente affetta da seri problemi di iperattivismo, a schiarirmi le idee o perlomeno a capire il perché di tale reazione?

L’analisi doveva essere fatta a monte.
Ovvero dal primo attimo in cui il mio piede destro si era appoggiato sull’asfalto della pista dell’aeroporto di Mombasa.
Ecco cosa accadde: Mi mancò per un momento il respiro, come se qualcuno mi stesse puntando un fon caldo sul viso, e al contempo mi stesse spruzzando del vapore acqueo sui vestiti…. ma proseguì imperterrita il mio cammino verso gli arrivi internazionali. Calca di gente, fila, caldo, pale della ventola sopra la mia testa che andavano a rallentatore, odori bizzarri ma alla fin fine comprensibili, funzionario poco simpatico, 50 dollari per visto, timbro, recupero bagagli. Uscita. Assistente Franco rosso . Cartello con nome stampato. Partenza. Destinazione: Malindi.

Non era molto originale la meta, ma per essere il mio primo viaggio era più che soddisfacente. anche se si trattava di un villaggio turistico. quei viaggi -9 giorni,sette notti, all inclusive con transfer da per l’aeroporto inclusi-.Quei viaggi che a sentirli adesso mi fanno sorridere, perché mi rendo conto che non sono viaggi ma semplicemente villeggiature. Che ci si ritrovi a Cuba, in Brasile, in Kenya o in Thailandia, non si noterà la differenza…. cambierà solo il colore della pelle del personale che vi lavora.Per il resto tutto uguale: stesso cocktail di benvenuto con tanto di ombrellino;stessa mega fotonica piscina da usare come sfondo per indimenticabili foto al tramonto; stessa camera carina ma non eccelsa con cigno di asciugamani sul letto;stessi animatori appiccicosi-invadenti;stessa cucina internazionale (che poi qualcuno mi può spiegare cosa è la cucina internazionale?) insipida, insapore, insensata; stessi spettacolini serali che mettono tristezza; stesse orde di turisti confusionari, caciarroni che dopo 2 giorni trascorsi fissi in piscina sulle stesse sdraio non possono che non aver fatto amicizia per ritrovarsi allo stesso tavolo insieme per colazione, pranzo e cena; stessa comitiva di illusi simpatici-spiritosi che vi tengono compagnia con le loro “esilaranti” battute in ogni momento della vostra vacanza. A parte le escursioni e qualche souvenir, per il resto i villaggi sono tutti uguali. Cuba come il Salento. Santo Domingo come Villasimius. Quindi non fa per me. Assolutamente.
Ma ripeto, come primo viaggio fu più che sufficiente a farmi capire tante cose. Una delle quali, mai più in un villaggio turistico.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: