Prima regola:non ci sono regole!

Che dire: guidare in India è un’esperienza unica che ti segna per il resto della vita.
Può essere una terapia per ritrovare l’agognato self-control nel traffico delle città italiane. State pur certi che dopo prenderete con filosofia zen tutti gli sgarbi subìti al volante!
Può essere un training per affrontare con coraggio e senza timore il vostro prossimo lancio col paracadute.
Può essere un’ottima lezione di educazione stradale: avrete costantemente esempi di ciò che non deve essere assolutamente fatto alla guida.
Può essere un modo per rivalutare l’Italia: dopo un viaggio lungo le strade indiane, al vostro rientro le strade italiane vi sembreranno così perfette e pulite, che avrete la sensazione di stare in Svizzera!
Insomma, ci sarà sempre qualcosa da raccontare di questa pazza esperienza, qualcosa di cui parlare per intrattenere i vostri amici nel corso degli anni.
Pensavate che non avreste mai potuto trovare un asfalto peggiore di quello malgascio? Credevate di non ritrovare in vita vostra una città trafficata come Bangkok? O forse eravate convinti che i peggior piloti del mondo fossero gli autisti degli autobus vietnamiti e i bosniaci e che i più pazzi e i più scellerati fossero i napoletani ed i sudamericani?
Ricredetevi. In India troverete tutto questo e molto di più.

Partiamo dalle strade.
In India le strade sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita- tanto per citare il buon e caro Forrest Gump.
In Italia abbiamo “la fortuna” di poter scegliere tra un’autostrada, una strada extraurbana, una strada statale, una strada urbana, una strada di campo,ecc… per poter affrontare un percorso. Non a caso si dice che tutte le strade portano a Roma…. In India del Nord (non so come è la situazione al sud, ma di solito quando si scende le cose non migliorano mai amministrativamente- regola generale del mondo), per andare dalla città A alla città B, c’è quasi sempre una sola opzione , massimo due. Il problema delle due scelte è quello di indovinare la strada meno peggiore : quella che può sembrare notevolmente più breve, può essere drammaticamente rovinosa per i vostri nervi, la vostra pazienza, il vostro mezzo ed il vostro fondoschiena.E se dopo due giorni pensate di aver capito il giochino, cioè che quella breve è più infida, mentre quella più lunga sarà quella che farà al caso vostro, e decidete di prendere proprio quella più lunga…… Benvenuti, siete dei bischeri come noi! Decine di chilometri in più per evitare qualche paesino polveroso e qualche mucca in più sulla strada, con la moto che se potesse, vi disarcionerebbe con un balzo felino tra le carcasse di cammelli e di mucche ai lati della strada… giusto per farvela capire lei quale era la strada migliore!!! Rassegnatevi: in India non esistono strade migliori! E poi inutile chiedere informazioni alla gente del posto….. per loro sarete sempre nella direzione giusta! Evidentemente anche in India tutte le strade portano a Delhi…!!
Insomma si variava da strade a doppia corsia super trafficate da camion colorati e rumorosi che incitavano all’uso spropositato del clacson (tutti recavano dietro la scritta horn, suona!), a strade minuscole, tipo quella che vostro nonno fa tutti i pomeriggi con l’ape per andare all’orto, che sono in parte asfaltate, in parte sterrate, in parte peggio di una strada di bosco della val di Merse. L’unica autostrada di tutta l’India del nord è quella tra Agra e Delhi, e già sapevamo che l’avremmo percorsa solo nell’ultima tappa del nostro tour. Insomma, eravamo certi e consapevoli che qualsiasi opzione avessimo scelto tra quelle proposte dal nostro Google Map, sarebbe stata un patema d’animo. Si poteva sbagliare di poco. Cuore leggero e anima in pace!
Le strade più piccole attraversano paesi e villaggi, le strade extraurbane anche. Considerate che in quei tratti le strade sono come il corso della vostra città: bambini, donne, anziani e mucche a passeggio, uomini ai bordi della strada a osservare il traffico, baracche con merce in vendita, camion che sostano ovunque come se fossero stati lanciati tipo dadi, mucchietti di spazzatura sul ciglio della strada ed i fantastici dossi artificiali, o dissuasori di velocità, così fatti male, che vi accorgerete della loro esistenza solo all’ultimo secondo. Però ve ne accorgerete bene.

Le regole.
La prima regola di guida in India è che in generale non esistono regole! O perlomeno ce ne sono poche e a noi incomprensibili. Ma dopo un giorno di sopravvivenza nella giungla stradale, capirete come funziona. O altrimenti fate un corso di guida indiana accelerato con Lalli, il nostro noleggiatore di moto.
Dimenticatevi la precedenza a destra, che in questo caso sarebbe a sinistra dato che si guida a sinistra, comunque dimenticatevi ogni tipo di precedenza. Sole le mucche hanno la precedenza su tutto e su tutti.
Se siete su una strada principale, tipo quella extraurbana, non pretendiate di avere il diritto di precedenza su quelle secondarie: dalle stradine di campo che si immettono sulla principale, sbucheranno a tutta velocità tuc tuc, camion , motorini, carretti e mucche. Senza soffermarsi e guardare minimamente se è libera la strada principale. In questo caso non vige neanche la regola del più grosso, legge che invece veniva sempre rispettata in Vietnam. Però nel caso in cui un camion o una macchina stia sorpassando un qualsiasi mezzo invadendo la vostra corsia, sarete voi, con la vostra moto, che vi dovrete letteralmente buttare sul ciglio della strada, a meno che non vogliate scrutare da vicino i radiatori del mezzo in questione. Di nuovo la legge del più grosso. Però i più piccoli, ovvero moto, biciclette e carretti, hanno dalla loro che non pagano il pedaggio.
Suonare sempre quando si sorpassa a destra,quando si sorpassa a sinistra, quando si gira, quando si accelera, quando c’è una mucca per la strada, insomma state sempre pronti a sparare un colpo di clacson: non so come ma loro in tutto quel marasma di suoni percepiranno voi e il vostro clacson.
Vi ricordate le strade tipo extraurbane di cui parlavo prima? Quelle strade hanno lo spartitraffico nel mezzo a intermittenza. Un po’ c’è, un po’ non c’è. Siete nella direzione sbagliata? Avete passato la vostra uscita e non ve ne eravate accorti? Dalla parte di là c’è un benzinaio? Volete fotografare la carcassa di un cammello sull’altro lato della strada?No problem!!! Potete felicemente effettuare un ‘inversione di marcia appena si presenta l’occasione, tra carretti, camion e mucche per riportarvi sulla retta via. Basta che suoniate. Geniale, se siete voi a farlo!! Ma spesso capita in queste strade a doppia corsia di scorrimento, che siano gli altri a farlo. Camion e macchine in contromano saranno la regola. Lo so, all’inizio sarà sconvolgente, ma anche in questo caso dopo un giorno ci farete l’abitudine e sarete abilissimi ad evitare frontali.
Buona regola è non stare dietro agli autobus: poiché non esistono le fermate, inchioderanno improvvisamente davanti a voi per far scendere persone che si lanceranno nell’attraversamento della strada come fossero gatti neri.
Ultima cosa: agli indiani fa fatica frenare e scalare le marce, quindi piuttosto che rallentare si lanceranno in sorpassi acrobatici senza dare la minima importanza a chi sta procedendo nella corsia opposta. E spesso sarete proprio voi nella corsia opposta. Ma come già detto, sarete già ormai bravi a catapultarvi repentinamente sul ciglio della strada per evitarli.
Mi raccomando VOI mettetelo sempre il casco! Probabilmente non vi daranno quello integrale. Se potete utilizzate una mascherina per il naso e la bocca, non avete idea della polvere e dello smog che respirerete e che vi si depositerà addosso. Quando arrivavamo in hotel, avevamo le mani e la faccia completamente nere. Era incredibile!

Questo è più o meno tutto ciò che c’è da sapere. Scherzi a parte, per affrontare un viaggio in moto in un paese del genere ci vuole esperienza di guida, pazienza e sangue freddo. Se non fosse stato per Lorenzo che possiede tutte e tre queste qualità, non avrei mai potuto realizzare il sogno di girovagare per l’India con una Royal Enfield!

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