Il perché viaggio a febbraio.

Ognuno di noi ha un suo mese prediletto per andare in viaggio. O in ferie, ok.

Chi predilige le vacanze di Natale, chi quelle di Pasqua. C’è chi attacca dei giorni di ferie ai ponti primaverili per far venir fuori un break degno di nota prima delle vacanze estive, e c’è chi, finita la stagione lavorativa, approfitta della calma di novembre per prendersi dei giorni di relax. Ci sono gli instancabili della prima quindicina di agosto, che se ne sbattono della folla, dei prezzi, e del caos: quelli che anzi lo vogliono il caos. Ci sono quelli che non hanno scelta, perché l’azienda chiude dopo ferragosto per 14 giorni. Ci sono quelli che hanno i bimbi piccoli e vanno l’ultima di giugno o la prima di settembre, quando il sole è tiepidino e i bimbi possono tranquillamente gettare la sabbia dove vogliono senza che disturbino i vicini di ombrellone, perché in quel periodo non ci sono i vicini di ombrellone. Ci sono gli amanti della tintarella, che optano per luglio perché hanno la spiaggia tutta per loro e alle nove di sera c’è sempre il sole. Poi c’è mia sorella. E come lei tanti altri: quelli della settimana bianca, sempre quella. L’ultima di gennaio. O la prima di marzo.

E poi ci siamo noi. Quelli di Febbraio. Che  a gennaio è troppo presto e a marzo è troppo tardi.

Quelli: come faccio a sfangare l’inverno?

Quelli che non vedono l’ora che gli alberi inizino a fiorire e che il giallo appaia sulle piante di mimosa. Perchè vuol dire che l’inverno sta per finire. Ma a febbraio nell’ inverno ci siamo ancora dentro fino al collo e bisogna trovare una via di uscita.

Per questo io viaggio a febbraio. Me ne vado che i ghiri sono sempre in letargo, e ritorno che già ci sono le rondini. Evito il martedì grasso, che non so mai cosa fare perchè il mercoledì mi alzo presto, evito il San Valentino, che mi fa tanta tristezza. Evito il periodo dei dolci fritti: cenci, chiacchiere, ciambellini e frittelle. Perlomeno provo a evitare quei 2 kg in più.

E soprattutto, EVITO SANREMO.

Ed infatti adesso sto soffrendo. Quest’anno è andata male. Niente viaggio a febbraio. Mi tocca di marzo. Parto quando già ci sarà il teporino sufficiente a farmi pensare all’estate, quando già ci saranno gli uccellini che cantano e gli alberi di pesco avranno già i fiori.

Ma sopratutto parto quando ormai Sanremo e tutto il circo mediatico che gli gira intorno, mi avranno già allegramente fracassato i gioielli di famiglia. Anche se sono donna.

Ecco perchè viaggio a febbraio. Di solito.

 

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