Gioie e dolori

Difficile descrivere cosa si prova ad attraversare uno stato in moto. Le emozioni si susseguono una dopo l’altra, minuto dopo minuto, curva dopo curva, chilometro dopo chilometro. Sono molteplici, si ripetono, cambiano, ti fanno sentire al settimo cielo, e ti demoralizzano all’ennesima potenza. Mentre le ruote della tua moto divorano l’asfalto villaggio dopo villaggio, quelle emozioni ti fanno pentire e ti fanno gioire come mai ti è successo nella vita. Ti fanno ridere a crepapelle e ti fanno morire di paura. Ti fanno sentire potente come un Dio e poco dopo impotente come un prigioniero. Ti regalano e ti tolgono.

Ma comunque sia quelle emozioni da moto ti fa sentire vivo. Come poche altre volte.

Un viaggio in moto va preso sul serio.

 Spesso mi chiedono se una vacanza del genere è riposante.

No. Fisicamente non lo è. Ma vivere un’avventura su due ruote, immergendoti completamente in una realtà diversa, e di conseguenza staccarsi da tutto ciò che ti  lega alla tua routine quotidiana, per me è estremamente rilassante e gratificante.

Ma non posso negare che delle volte è stata dura. Non solo fisicamente ma anche mentalmente.

È dura. Quando la strada sembra non finire mai, in attesa di qualcosa senza sapere cosa. Quando senti il calore del sole che ti infuoca la testa e la schiena. Ma non puoi fare altrimenti. Per non si sa quante ore ancora. Quando le gambe ti sembrano andare a fuoco a causa del rovente asfalto, che già in tarda mattinata emana un calore dai 50 ai 60 gradi. Quando ti senti mancare l’aria, il respiro e riesci ad inalare solo scarichi e smog della metropoli.Quando non capisci come uscire da un groviglio di strade intricate e le indicazioni sono scritte in un altro alfabeto. Quando la città ha un’ aria decadente e la sensazione è di non sentirti al sicuro, perché con la moto non si hanno barriere che proteggono, non esistono filtri della realtà, ma si vive solo la realtà nuda e cruda.  Quando la notte ti trova ancora sulla strada, su quella strada in cui sai non dovresti stare di notte. Quando la moto va dove non dovrebbe andare, la senti che pericolosamente e rovinosamente vuole scivolare via. Quando per l’ennesima volta la moto tenta di cedere all’ennesima buca,e nonostante tutto stremati dalle esasperanti condizioni di guida si riesce a rimettere le ruote in carreggiata. Quando la moto si ferma all’improvviso in mezzo al nulla,senza sapere il perché. Quando hai un sogno diventato progetto che si sta per concretizzare ed improvvisamente si smaterializza per la corruzione di un funzionario pubblico che ti ricorda che nella vita troverai sempre gente disonesta. E sopratutto nel tuo cammino troverai sempre qualcuno che tenterà di ostacolare i tuoi sogni.

E’ dura viaggiare in moto in determinati luoghi del mondo.

Ma le emozioni che mi regala quest’avventura sono uniche.

La gioia di farcela, di riuscire ad arrivare, la soddisfazione di concretizzare un progetto, il piacere di interagire con la gente del posto e di scoprire luoghi non comuni per i turisti, la scarica di adrenalina che senti addosso durante i momenti più difficili, i sorrisi che ti regalano i bambini mentre ti salutano e gridano ciao nella loro lingua. Lo stupore della gente che ti guarda come fossi un’extraterrestre, e poco dopo, compreso che non lo sei, ti riempiono di attenzioni e gesti di approvazione.

La libertà.

La sensazione di libertà che provo mentre sono in moto, mentre viaggio per il mondo, è indescrivibile. Ed è la più bella sensazione mai sperimentata nella mia vita.

Non ho mai fatto paracadutismo, non ho mai fatto bungee-jumping né tanto meno parapendio. Magari un giorno ci proverò.

Ma per adesso viaggiare in moto è il più forte e alcolico cocktail di emozioni che abbia mai assaggiato.

Per questo io viaggio in moto.

E lo farò per un bel pò.

 

 

 

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