Ogni riccio, un capriccio.

Lorenzo, il mio ragazzo, mi definisce una viaggiatrice “puciosa”: un po’ troppo “spinta” a volte, per quello che riguarda l’adattarsi. Ma mi dà della schizzinosa se ci penso un po’ prima di mangiare una cavalletta.

Dal canto mio,  lui è troppo spartano nel mangiare, ma super  fighettino nello scegliere gli alberghi. Ed infatti decido io. Di solito.

Poi succede che se non c’è l’aria condizionata ed il televisore mi tiene il muso per un tot.

E va a finire che glieli faccio anche scegliere ogni tanto.

Io incosciente e audace.

Lui responsabile e pragmatico.

Io che parlo anche con i cani e con i muri. Lui felicemente avvolto dai suoi pensieri senza sentire la necessità di relazionarsi con il mondo.

Insomma ognuno è fatto a modo suo e ha il suo bel carattere, ma nonostante tutto, siamo l’uno per l’altro i migliori compagni di viaggio.

Diversi ma insieme, girellando per il mondo.

La complicità è essenziale in un gruppo che si accinge a viaggiare insieme. Altrimenti può venir fuori un bel caos.

Ognuno ha le sue esigenze, ma se a partire non siamo da soli, dobbiamo anche tener conto delle esigenze degli altri.

Sennò viaggiate in solitaria.

Imporre i propri ritmi, le proprie esigenze, i propri capricci può veramente rovinare il viaggio a tutti.

Il segreto per andare d’accordo e godersi quei meritati e agognati giorni di vacanza e  trovare l’equilibrio.

Trovare quel baricentro che mantiene la serenità, dove si è disposti a rinunciare a qualcosa, in cambio di qualcos’altro.

Un giorno si può andare in un albergo 4 stelle, magari dopo una faticosissima giornata di viaggio per rifocillarsi e ripartire poi alla grande, mentre il giorno dopo si può soggiornare in un “homestay”, magari in un posto dove venire a contatto con la quotidianità della gente è un’esperienza unica. Si possono alternare cene nei mercati locali notturni, con cene  a lume di candela in ristoranti gourmet. Si possono fare rekking spossanti, per poi terminarli in una spa rigenerante. Una mattina sveglia all’alba per andare a fare un’escursione entusiasmante, ed il giorno dopo aprire gli occhi quando se ne ha voglia…

Insomma almeno per la durata del viaggio, cercate di smussare i vostri spigoli, andate incontro agli altri (sempre che anche gli altri facciano qualche passo per venire incontro a voi), e cedete  a qualche vostro tabù…. La scoperta di nuove esperienze potrebbe ampliare la vostra visuale di vita.

Solitamente per ogni riccio, un capriccio.

Ma in viaggio è meglio ogni riccio, un avventuroso pasticcio!

 

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