Incredibile Varanasi!

Mistica, sacra, proibita,sporca, maleodorante, colorata, vivace.
Caotica e sconvolgente, rumorosa e inquinata, disordinata e pittoresca, affascinante e ammaliante.

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Tutto questo è Varanasi, o Benares, a seconda di come si voglia chiamare. Gli aggettivi per descriverla sono infiniti, e non saranno mai sufficienti per rendere giustizia a questa magica città.
Potrete amarla od odiarla. Certo è che vi catturerà per un tempo indefinito.

Cercate di viverla e di capirla. Non giudicatela al primo impatto. Non limitatevi a visitarla ma fate un bel respiro profondo e lasciate che la città e la sua atmosfera vi entrino dentro.
E vedrete che l’indiscreta Benares non vi lascerà indifferenti.

La città offre il meglio di sé al mattino e al tramonto.
Al mattino si può vivere uno spaccato della vita indiana lungo i gath sul Gange, sia passeggiando sulle gradinate, sia dal fiume, su delle piroghe.

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A quell’ora i gath pullulavano di persone occupate nelle loro attività quotidiane: lavarsi , pettinarsi, lavare e asciugare i panni , pregare immergendosi nelle sacre acque del fiume, praticare yoga, lavare il bestiame, prepararsi alla celebrazione di qualche funerale. Non potevo che rimanere affascinata in silenzio, a contemplare quel mondo, mentre mucche e cani tuffavano il loro muso nei mucchietti di spazzatura che, trasportati dalle placide acque del fiume, si erano accumulati agli angoli delle gradinate. Un’aria mistica mi avvolgeva, la sensazione di trovarmi in un posto fuori dal tempo pervase la mia mente, mentre dall’ altra parte del fiume sorgeva il sole che irradiava una luce arancione impossibile da dimenticare.

Al di là dei gath, la città si stava svegliando: iniziava a riempirsi di tuc tuc, carri, risciò, mucche e persone. Un frastuono incredibile di rumori e suoni si contrapponeva al silenzio mistico vissuto pochi attimi prima sui gath. Ecco l’India che conosco!!Una fila lunghissima di devoti si snodava tra le strette maleodoranti viuzze, in attesa di rendere omaggio a Shiva, mentre intravedevo cortei funebri dirigersi verso i gath. La frenesia, i rumori ed il caos aumentavano con lo scorrere delle ore, fino a raggiungere il loro apice massimo al tramonto, quando tutta la città smise di fare ciò che sta facendo, per riversarsi di nuovo sulle sponde del fiume, questa volta per il sacro rito del Ganga Aarti. In questa straordinaria cerimonia, il Brahmino offre il fuoco in una lampada alla dea del Gange, con un complesso rito accompagnato da canti e danze, mentre i fedeli accendono delle candele nelle lanterne e le fanno fluttuare insieme ai fiori sulle acque del fiume:essi rappresentano le offerte dei devoti al sacro fiume Gange. Un momento magico e indescrivibile. Imperdibile.

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Terminata la cerimonia, i gath iniziarono gradualmente a svuotarsi, la folla si diradò, e gli indiani tornarono ad occuparsi di ciò che stavano facendo prima. Sui gath rimanevano i turisti, affascinati ed ancora increduli per l’atmosfera appena vissuta, qualche procacciatore di affari alla ricerca di qualche malcapitato da imbrogliare, i sadhu, disposti in luoghi appartati dove pregare e dormire, i bambini che continuavano a giocare con le lanterne ed i fiori, gruppi di adolescenti che riprendevano la loro partita di cricket interrotta e le mucche che girovagavano alla ricerca di qualcosa da mangiare tra gli scarti delle offerte lasciati dalla folla.

L ‘oscurità della notte inizio’ ad avvolgere il Gange, la luna illuminava i gath e le sacre acque del fiume erano costellate e illuminate da centinaia di lanterne che si allontanavano nell’ oscurità affievolendosi piano piano. La notte cadde su Varanasi, e la città tornò a trovare una quiete inimmaginabile durante il giorno. Seduta su un gradino dei gath, respirai a pieni polmoni la placida aria della città e tra me e me pensai che nessun altro posto al mondo avrebbe mai potuto farmi provare così tante emozioni e sensazioni nell’arco della stessa giornata: semplicemente incredibile Varanasi!

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