Cina, miti da sfatare.

Ne ho sentite di tutti i colori, prima di partire per la Cina, sulla Cina.

Tanti miti e tante leggende metropolitane, direi, aleggiano sulla fama di questo paese.

E non vi nego che prima di partire, mi è venuta anche un pò d’ansia. Mica tanto strano, direte voi. Effettivamente no. Ma mi erano giunte all’orecchio così tanti “spaventosi” racconti, che per la prima volta in vita mia, ho creduto di non essere in grado di affrontare un viaggio del genere.

E adesso sono qui proprio per sfatare quei miti, per togliervi dei dubbi e per tranquilizzarvi su alcune cose.

Partiamo dalle dicerie più note.

Sono sporchi. Ok, non vinceranno il premio come paese più pulito al mondo, ma neanche navigano nell’immondizia e nella sporcizia. Voglio dire, a casa dei cinesi non ci sono entrata, e quindi non so. Ma gli hotel da tre stelle in su, sono discretamente puliti, e più ci sono stelle, e più sono puliti. I bagni pubblici nella norma. Dipende quali sono. Generalmante c’è la turca nei siti turistici. E questi possono essere proprio quei bagni che troverete in condizioni peggiori. Però niente di eclatante. Chi è abituato a viaggiare non ci farà neanche caso. Spazzatura a giro non ne ho vista. Ben lontani dall’India o da alcuni stati africani e sudamericani. Insomma niente di sconvolgente per chi è abituato a viaggiare lontano dai villaggi turistici.

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Sono maleducati. In parte è vero. Ma come per gli indiani, e trovo a volte che questi due popoli si assomiglino non poco, è nel loro modo di essere. Non lo fanno apposta. semplicemente non sanno quali sono le buone maniere. Rispettare le file, non urlare, salutare, sono una delle tante cose che spesso non faranno… semplicemente perchè nella loro cultura nessuno glielo ha insegnato.

Sputano di continuo. Verissimo. Ma mai stati in India o in Nepal? Stessa identica cosa. Un sottofondo continuo per tutta la vostra vacanza. Per loro non è cosa proibita e negativa. Anzi. Paese che vai, usanze che trovi. Per esempio, se noi avessimo un tremendo raffreddore e ci soffiassimo il naso per strada, saremmo prorio dei gran maleducati. Meglio tirare su con il naso di continuo. Culture e galatei differenti, evidentemente. E non ci si può far niente. Basta entrare nell’ottica che quella è la loro cultura, e non lo fanno quindi per mancanza di educazione.

Si mangia male. Questa voce poi, proprio non so chi l’ha messa in giro! Ce l’avete presente i nostri amati ristoranti cinesi in Europa? Ecco, sono cinesi appunto. Un pò rivisitati, logicamente, per soddisfare i gusti dell’ occidente. Ma la base è quella. Quindi ravioli a sfinire, riso alla cantonese, anatra alla pechinese, pollo al curry, ciotole immense di ramen e brodo, noodles di riso o soia saltati, pollo con gli anacardi, maiale in agrodolce, e addirittura involtini primavera e gelato fritto!! E poi, per chi vuole osare di più, c’è ben altro!! Ma non mi dite che le cose sopra elencate non sono sufficienti a saziare il vostro appetito!

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Non parlano inglese. Vero. Ma non sarà un problema. Anche in Giappone non parlano inglese. E se posso permettermi, neanche in Italia si parla così audacemente questa lingua! Insomma, mi avevano detto che avrei avuto bisogno di guida con traduttore, perchè sarebbe stato IMPOSSIBILE viaggiare e arrangiarsi da sola. Cosa? Io con un traduttore che mi segue passo passo, per tutta la vacanza? Ecco, questa era la cosa che più mi aveva messo l’ansia.  Ma poichè siamo nel 2016, qualche tecnologia a nostro favore ce l’abbiamo. Tipo Google traduttore. Ed io non ci avevo pensato. Loro invece sì. Mi sono ritrovata una miriade di volte a comunicare tramite questo sistema con i loro cellulari che gentilmente mi prestavano per poter interagire. Geniale. E poi ci sono i gesti. Ci sono i frasari, strautili. Ci sono quelle dieci parole che impari a memoria per poter facilitare la conversazione. C’è la Lonely Planet, che trascrive con gli ideogrammi gli indirizzi, i nomi della metro, e i nomi delle località e dei siti turistici. E poi ci sono gli hotel. Che ti danno il loro biglietto da visita in cinese in modo da poterlo mostrare ai tassisti, o scrivono in cinese la località che volete raggiungere, sempre per farlo vedere ai tassisti. Sì, perchè loro effettivamente sono un pò l’osso duro di tutto il sistema turistico.

Si mangia il cane. Vero, in alcuni ristoranti specializzati, cucinano il cane,. Lo mangiate se lo volete. Se chiedete proprio quello. Altrimenti no. Tranquilli.

Pechino è brutta, superaffollata, super inquinata e grigia. In ordine: ci è piaciuta così tanto Pechino, che abbiamo deciso di rimanerci quattro giorni, piuttosto di due. Superaffolata, non direi nei giorni normali. I parchi e i luoghi turistici sono superaffolati nel fine settimana. Ma siamo in Cina, c’è da aspettarselo. Avete per caso presente Firenze in estate? Ecco. Allora non è cosa così straordinaria. Superinquinata:mah. In quattro giorni abbiamo sempre avuto un meraviglioso cielo limpido e celeste. Non ho visto banchi di nebbia derivanti dallo smog. Sarò forse stata fortunata? Chissà!!

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Ecco. Siamo quindi sopravvissuti a tutto! Senza prendere malattie strane, senza aver mangiato cani o similari, senza esserci persi, senza aver avuto bisogno di un traduttore per poter mangiare un pasto caldo!

Basta volere e si riesce in tutto… e sopratutto basta adattarsi, perchè non siamo a casa nostra, ma siamo a casa degli altri quando si viaggia!!

Un commento su “Cina, miti da sfatare.

  1. Credo che queste voci le mettano in giro persone che partono per un Paese lontano e diverso dal nostro, non predisposte ad un confronto. Ti dirò che la Cina mi attira molto, e non vedo l’ora di visitarla. 🙂

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