Tra cielo e mare…. il Monte Capanne

C’è quella perla di isola nel mar Tirreno che adoro.

L’ho sempre adorata, sin da quando ero adolescente.

All’epoca pensavo che era un posto di mare meraviglioso, che dava la possibilità di trascorrere delle belle serate all’insegna del divertimento e in compagnia di bella gente. Adesso che sono  un “po’ cresciuta”, mi rendo conto che il mare è sempre paradisiaco, i locali dove trascorrere belle serate sono sempre molteplici, ma soprattutto ora realizzo che l’isola può soddisfare moltissime esigenze di turisti di molteplici fasce di età. Insomma, un’isola a tutto tondo.

Di che isola sto parlando?

Dell’Isola d’Elba. A solo un’ora di traghetto dalla costa toscana, quest’isola vi lascerà a bocca aperta, qualsiasi angolo vogliate andare a scoprire. Le sorprese saranno molteplici, e non riguarderanno solo le mille sfumature di blu e celeste del mare, e neanche i piccoli borghi marinari dalle tonalità pastello arroccati sulle alture o appolaiati sulla costa…. A sorprendervi sarà anche la buona cucina, l’ottimo vino che vi si produce, l’atmosfera familiare, l’autentico profumo che emana la macchia mediterranea, degli scorci incredibili da posti impensabili, e le molteplici attività all’aperto che vi si possono svolgere.

In un ‘isola solitamente si va per fare villeggiatura al mare. Ma all’Elba si possono fare anche interessantissime escursioni: prima tra tutti, almeno a mio avviso, i trekking sul  monte Capanne.

E così succede che in un weekend di autunno inoltrato, decisamente fuori stagione, io, Lorenzo, Giulia e Fede decidiamo di andare all’Elba per per fare  il trekking che parte dal Monte Perone e arriva fino alla vetta del monte Capanne, percorrendo il sentiero che prevede anche un tratto di via ferrata.

Ebbene si! La mia prima via ferrata!!

Sono eccitata ed emozionata all’idea di intraprendere questa attività galvanizzante.

Ed anche un po’ intimorita dalle difficoltà che potrebbe presentare la via ferrata. Ma l’incognita mi crea ancora più adrenalina. Fortuna che Giulia e Fede sono dei veterani, e ci  assicurano che oggi faremo solo la prima parte, quella che arriva alla vetta, quella più semplice.

Inoltre Fede ha portato l’attrezzatura per tutti. Indossiamo le imbracarure e via, pronti a partire.

Il sentiero inizia subito con una tosta salita in mezzo ad alti alberi. Dopo di che la vegetazione alta inizia a diradarsi, lasciando spazio a cespugli e arbusti tipici della macchia mediterranea. Questo tratto viene chiamato “il giardino delle farfalle”, proprio perchè abitato da molteplici varietà di questa specie.

Adesso il sentiero si dirama in due: quello sulla destra è quello più lungo, che gira intorno alla montagna per un’ ascensione alla vetta graduale e semplice. Quello sulla sinistra invece è segnato come percorso per esperti escursionisti, che permette di raggiungere la vetta percorrendo il crinale della montagna grazie alla via ferrata.

Non ci sono dubbi. Prendiamo quello di sinistra.

Il sentiero inizia nuovamente a salire, facendoci scorgere panorami mozzafiato. Ecco Marciana appolaiata su quell’ insenatura dell’isola, il naturale prolungamento della valle del Monte Capanne.

Ci siamo: di fronte a noi i primi cavi della via ferrata. Sono emozionatissima. Federico ci dà le dritte necessarie per intraprendere quest’avventura. Sgangiare il primo moschettone e riaggangiarlo dopo il piolo successivo. Fare lo stesso con il secondo moschettone. Assicurarsi della chiusura. Sgangiare sempre un moschettone alla volta.

Si inizia. Sarà anche semplice questo tratto, ma camminare sulla roccia scivolosa a causa dell’umido, non è affatto facile. Poi c’è l’emozione dei moschettoni. Insomma, inizio adagio, adagio, ma pian piano prendo confidenza con questa tecnica escursionista.

E mi diverto.

Mi diverto tantissimo, anche se la nebbia ci sta avvolgendo adesso, e la posso sentire sulla pelle.Stiamo percorrendo la spina dorsale dell’Isola, e da qua , in condizioni di cielo sereno, vedremmo tutte e due i lati dell’isola.

Non posso che immaginare la bellezza di quella vista perchè adesso si fa veramente fatica a camminare tra le nuvole.

Poi, improvvisamente, la nebbia lascia spazio a degli scorci indimenticabili, e in quel momento realizzo di essere sospesa tra il cielo e il mare.

Un panorama mozzafiato si mostra a noi solo per alcuni istanti. Pochi attimi che ci bastano per capire di essere in un posto unico e meraviglioso.

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Poi le nuvole tornano di nuovo ad avvolgerci.

Ci siamo quasi: posso scorgere la vetta adesso. L’ultimo tratto è faticoso e ripido, ma non mi pesa farlo. La soddisfazione di raggiungere la vetta è tantissima. Come nella vita, le cose sudate e faticate, sono quelle che ci rendono più orgogliosi.

Speravamo che il rifugio fosse aperto, ma in basta stgione così, è chiuso.

Niente cioccolata calda per rifocillarsi, e quindi dopo 10 minuti di pausa, riniziamo la discesa. Questa volta prendiamo il sentiero più lungo ma più facile, per ritornare al punto di partenza, che risulta effettivamente meno impegnativo, ma anche meno divertente.

Che dire? Esperienza bellissima. Con quel coefficiente di difficoltà calibrato per farmi provare la giusta dose di adrenalina, e per non farmi neanche arrendere perché principiante in materia.

Consigliatissimo a chi ama le sfide, mantenendo un certo grado di tranquillità.

E sono certa che questa è  la prima di una lunga serie di vie ferrate.

Già, perchè quest’avvitità mi ha affascinato tantissimo: un modo di vivere la natura a stretto contatto con essa, rispettando il suo volere, i suoi silenzi,i suoi ostacoli, le sue meraviglie. Un modo di apprezzare, capire e vivere a pieno questa nostra casa chiamata “mondo”, che a volte ci permette anche di vivere sospesi tra cielo e mare.

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