E te di che guida sei?

Di cosa non posso fare a meno in viaggio?

Di lei.

Proprio no ce la faccio a partire senza. Sarebbe come andare senza passaporto.  Impensabile.

Non posso negare di non averla tradita però in passato, avendo preferito altre a lei. Anzi per essere precisi, non tante. Una. Solo un’altra per tre volte. Non per giustificarmi, ma in fondo dei conti ero davvero giovane, tipo 17/18 anni. E a quell’età si sa, di stupidaggini se ne fanno tante. Dovevo partire per la Svezia. Ero sempre indecisa, -lei o l’altra? – mi chiedevo. Poiché, come avrete capito, sono una persona molto decisa e sicura di me, mi sono lasciata influenzare dall’ opinione pubblica. Così che, titubante ma forte dell’appoggio altrui, scelsi l’altra. Va da se’ che per le due volte successive, Danimarca e Spagna, sono stata recidiva. Vogliamo incolpare gli altri? Perché no… in fin dei conti gli altri lo sanno che sono altamente influenzabile…ma una piccola parte di colpa me la voglio prendere anche io: quella è un’età un po’ bislacca, magari spendevo 200 mila lire per un top firmato  ma quando viaggiavo volevo essere assolutamente in economy. Quindi, lungi ancora dal capire che i viaggi mi avrebbero regalato e riempito di più di un qualsiasi capo di abbigliamento firmato, dovevo trovare un modo per permettermi entrambe le cose. Cosí, tornando a noi, mi sembrava che portare l’altra in viaggio mi facesse risparmiare qualcosa in più.

Gli anni passarono. A 21 anni mi apprestavo a fare il mio primo viaggio fuori dal continente. Kenya per la precisione. E decisi di cambiare compagna di viaggio. Andai in libreria, e dopo un approfondito studio della cosa, la scelsi.

Anzi. Fu lei a scegliermi. Perché stava  proprio davanti a me con quella sua foto di copertina che non poteva non catturare la mia attenzione. Era come se mi facesse occhiolino e mi dicesse: dai… prendimi e sfogliami… che aspetti a portarmi in viaggio con te?

Fu così che iniziò la nostra storia. Quella tra me e la Lonely Planet. Il Kenya sarebbe stato il primo viaggio insieme. E fu amore subito. Da lì nessuno ci avrebbe più diviso.

Cosa mi conquistò?

Prima di tutto l’immagine di copertina. Le Lonely hanno immagini di copertina da urlo. Tanto è vero che ogni volta un wanderlust ambisce a fare foto fighe da copertina Lonely. Giusto per farvi capire il calibro della cosa. Poi ci sono degli inserti, degli speciali e degli approfondimenti su alcuni argomenti che riguardano il paese. Tipo safari o immersioni, trekking o cucina, fauna o siti archeologici particolarmente importanti. All’ inizio di ogni Lonely Planet, c’è sempre la cartina del paese con evidenziati i posti che meritano assolutamente una visita, e una brevissima spiegazione del perché la meritano. Sono i luoghi scelti dagli autori, per rendere unico il viaggio. Questa cartina è di fondamentale importanza perché una volta vista, si riesce a visualizzare l’ itinerario  da affrontare e i posti da vedere. Segue poi un inserto di una classifica delle cose da non perdere, esperienze straordinarie con tanto di foto e descrizioni accattivanti. Inoltre si ha la possibilità di personalizzare il viaggio a seconda dei propri interessi. In un inserto vengono elencati e brevemente descritti i posti da non perdere a seconda della vostra passione. E cosa di non secondaria importanza, vi sono elencate le ricorrenze e le festività mese per mese. In modo che sappiamo cosa ci aspetta quando arriviamo in quel posto in un determinato periodo dell’anno.  E vogliamo parlare del fantastico Frasario e glossario che si trova in fondo alla guida? Super utile se vi trovate in posti come Cina o Giappone dove nessuno parla inglese.

Insomma i motivi per la quale decisi di iniziare questa relazione con la Lonely Planet furono più di uno come avete visto…

Mi sono sempre trovata benissimo con lei,   E credo che non cambierò più. Il suo lavoro è insostituibile. Siamo ormai  una coppia affiatata e ben collaudata. Non la lascio mai sola e la porto sempre con me anche a costo di tenerla in mano…

Solo una volta l’ho lasciata a casa da quel febbraio 2004 del viaggio in Kenya. E mi sono trovata malissimo. Non lo farò mai più.

Non ci saranno più Routard, o Rough, o Touring Club.

 

Solo e sempre la mia fida compagna Lonely Planet.

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