Mini guida del Kenya

IN UNA FRASE: hakuna matata (nessun problema!!)

CLIMA: il periodo migliore per visitare il Kenya è la stagione secca che va da gennaio a febbraio. Ad aprile arriva la stagione delle piogge, le spiagge sono sommerse dalla presenza di alghe e le strade per fare i safari sono impraticabili. La situazione migliora da giungno fino a settembre. Questa stagione intermedia regala uno spettacolo naturale senza pari: le grandi migrazioni dei mammiferi africani dalle pianure del Serengeti al Masai Mara e viceversa. Un safari in questo periodo nel posto giusto, sarà indimenticabile.

ITINERARIO: personalmente organizzerei così il mio itinerario in Kenya: arrivo a Nairobi o Mombasa, partenza il giorno successivo per il safari nel Masai Mara e nell’ Amboseli, con il Kilimangiaro sullo sfondo. Magari riuscendo a visitare anche il lago Nakuru.Dopo un safari di minimo 5 giorni, ritornerei a Nairobi o Mombasa per prendere l’aereo per Lamu, una piccola isola fuori dal tempo, vicino al confine con la Somalia. Dopo avere trascorso due giorni in completo relax su quest’isola in cui non esistono i mezzi a motore, riprenderei un autobus per intraprendere l’avventurosa strada verso Malindi o Watamu. Tre o quattro giorni tra spiagge e barriera corallina e poi di nuovo a Mombasa per tornare in Italia. Se poi avete lo spirito di Indiana jones, e i contrattempi non sono per voi un problema, addentratevi nell’entroterra keniota fino a raggiungere il lago Turkana, con la sua conformazione particolare, incorniciata dalla presenza di centinaia di fenicotteri rosa, e le tribù che vi abitano: i turkana appunto. Oppure se siete appassionati di montagna non perdetevi l’ascesa sul tetto d’Africa, il Kilimangiaro. Per questo trekking considerate perlomeno 8 giorni.

BUDGET: a seconda di come si affronta il viaggio , il Kenya potrà risultare una destinazione low budget oppure un posto dove si spende tanto quanto in Europa. Non è una destinazione che solitamente si organizza in maniera autonoma, spesso ci si appoggia ai tour operator più famosi sia per l’organizzazione di safari che per il soggiorno mare. Ma se siete intraprendenti si può organizzare il viaggio anche in maniera fai-da-te. Prenotate un volo per Mombasa e due notti in hotel, perché no, magari a Malindi. Chiedete il transfer all’hotel, così non avrete problemi per raggiungerlo appena arrivate. E cercate in paese agenzie di viaggio o persone che possono organizzare il safari adatto alle vostre esigenze. Finito il safari, per i giorni restanti prenotate nuovamente l’hotel, il solito se vi siete trovati bene, altrimenti un altro che nei giorni trascorsi lì, ha attirato la vostra curiosità. In questo modo risparmierete molto. Certo tutto dipende da quanto pagate il volo. Perché prenotando con i tour operator, il volo costerà sicuramente meno, poiché loro hanno delle tariffe scontate per un determinato numero di posti sui voli. Ed anche il safari inciderà molto sul totale complessivo del viaggio. La vita là comunque è decisamente economica. Un safari di tre giorni e due notti può partire da 200 euro a persona.

SPECIALE SPIAGGE: il problema della spiaggia di Malindi è la marea, come spesso accade a queste latitudini (so che anche un lato di Zanzibar soffre dello stesso problema). Quando c’è la bassa marea il mare si ritira tantissimo, diventa impossibile fare il bagno perché si deve camminare per centinaia di metri per tuffarsi, e gli scogli che fuoriescono dall’acqua non rendono il posto particolarmente invitante. Quindi niente foto di spiagge esotiche per far morire di invidia i vostri colleghi. Inoltre c’è un altro problema:quello delle alghe. Ci sono spiagge, tra cui proprio quella di Malindi, che in alcuni periodi dell’anno sono completamente ricoperte di alghe rendendo quasi impossibile la balneazione. Ci sono alcune zone che si salvano, spesso sono delle insenature, tipo quella di Watamu, ed in alcune zone il fenomeno non si verifica da dicembre ad aprile. E poi ci sono le spiagge dei grandi resort che comunque di solito non presentano questo problema, perché costantemente pulite dagli addetti alla manutenzione. Comunque anche in kenya c’è il modo di fotografare acque cristalline dalle sfumature rosacee. Vengono infatti organizzate escursioni su atolli che si formano proprio con la bassa marea, alcuni di fronte alla spiaggia di Watamu. Quello dove sono stata io si chiamava Sardegna2, e devo dire che la bellezza dell’acqua ricorda davvero la nostra splendida Sardegna. Inoltre l’escursione è molto carina. Con la barchetta si va verso la barriera corallina dove si può fare un po’ di snorkeling oppure ammirare i pesciolini dal fondo trasparente (?-o melmoso forse?) della barca. Ok, la barriera corallina non è quella della Polinesia ed i pesci non sono quelli del mar rosso, ma la nuotatina nel mare trasparente fa comunque piacere, dato che dalla costa non avrete praticamente mai occasione di immolarvi completamente nell’oceano Indiano. La cosa carina è la braciata sull’atollo, i ragazzi si muniscono di braciere e pesce fresco, e potete immaginare… il resto vien da sé! L’unico neo è la quantità di gente… non sarete propriamente Adamo od Eva su un’isola deserta… D’altronde siete di fronte al tratto di costa D’Africa con più resort in assoluto. Ed altra nota un po’ spiacevole è il solito feeding ai pesci. Pur di far felice i turisti, i pesciolini vicino alla barriera vengono ingozzati di pan carré… centinaia di grammi di pane gettati in mare per attirare i poverelli vicino alla barca… veramente deprimente. Ma a parte questi due dettagli, per il resto l’escursione la consiglio assolutamente!!

SPECIALE SAFARI: Ci sono tante tipologie di safari. Le potete prenotare in Italia o direttamente in loco. Io consiglio sempre la seconda opzione, e non solo in questo specifico caso del safari, ma per organizzare tour , trekking o escursioni in generale. Preferisco in loco, perché così aiuto la gente del posto, che certamente avrà molte più opzioni da sottopormi a prezzi decisamente migliori che dall’Italia. E non perché ci offrino dei servizi più scadenti, ma semplicemente perché dall’Italia, determinati servizi ce li fanno strapagare, mentre una volta giunti a destinazione ci rendiamo conto della miriade di proposte dalle agenzie locali e dei loro prezzi molto inferiori, adeguati all’economia del paese. Questa è una faccia di ciò che si chiama turismo eco-sostenibile. E quando posso sono più che contenta di aiutare l’economia del posto, piuttosto che dare i miei soldi a tour operatore che hanno sede in Europa e che non faranno girare i soldi quanto invece potrebbero, proprio in quel luogo. Quindi i safari si possono organizzare anche dal Kenya. O altrimenti anche prima di partire potete contattare qualcuno che fa questo lavoro in loco. Io organizzai le escursioni ed il safari con un beachboy chiamato Barilla. Questo nel 2004. Non so se avrà sempre lo stesso nome. Mi sono trovata bene. Ci sono tanti beachboys che offrono questi servizi. E ci sono anche tante opinioni contrastanti. Io, come detto, sono rimasta soddifatta di tutto, dal safari, al lodge nel parco, alle escursioni. Magari se decidete di affidarvi ai beachboys, andate da qualcuno di cui già conoscete la fama, perché consigliato da un conoscente, o perché ne avete letto bene in internet.

SENTIRSI A CASA: Donatella, una signora siciliana, che da anni vive a Malindi proprio per amore di un masai, con la quale si è sposata, renderà la vostra vacanza indimenticabile e vi trasmetterà tutto il suo amore per la nostra “mamma Africa”. E’ praticamente una del posto e risponderà ad ogni vostra domanda. Inoltre vi aiuterà ad organizzare tutto, dai safari, alle escursioni sugli atolli davanti al litorale, agli incontri con i Masai nei loro villaggi,ecc. , tutto su misura delle vostre esigenze. Ricordiamoci che è italiana e che quindi saprà sicuramente come mettervi a vostro agio e farvi sentire di casa….la trovate su facebook o in internet come “Donamasai”.

SICUREZZA: Sono accaduti fatti di terrorismo anche in Kenya. Quindi prima di partire, con i tempi che corrono, è sempre bene dare un occhio al sito della Farnesina. Per quello che riguarda la microcriminalità, si deve prestare attenzione alle grandi città durante le ore notturne e adottare le solite precauzioni che sono buona norma in tutto il  mondo. Le zone ai confini con Etiopia e Somalia sono a rischio.

TRASPORTI INTERNI: matatu, ovvero taxi collettivi, quasi sempre fatti su minibus superaffollati e polverosi, e autobus. Tenete conto però che gli autisti kenioti sono davvero spregiudicati nella guida!!

BAMBINI: per i bambini fare un safari si rivelerà un’esperienza memorabile. Vedere i grandi mammiferi africani nel loro habitat li affascinerà tantissimo. Quindi come destinazione è sicuramente una tra le più interessanti. Bisogna però prestare attenzione al cibo e le bevande: mai il ghiaccio e sempre cibi cotti. Frutta rigorosamente sbucciata. Acqua rigorosamente imbottigliata. Ricordatevi di portare con voi tachipirina, immodium, plasil, lozioni dopo puntura e lozioni antipuntura e tutto ciò di cui il vostro bambino potrebbe avere bisogno. Bisogna avere un occhio di riguardo in più per i vostri bambini, ma sono sicura che i vostri gnometti vi eleggeranno i migliori genitori dell’anno dopo questa indimenticabile esperienza!!

CUCINA: non ho nozioni sufficienti purtroppo .

SHOPPING: l’artigianato keniota è fantastico!! Ne troverete di souvenir da portare a casa:dai batik colorati a mano, a statue in legno di ogni dimensione e fattezza! Sbizzaritevi pure e ricordate di rispettare la natura e gli animali: no conchiglie e coralli, e sopratutto NO AVORIO!!

Purtroppo il mio bigami del Kenya è scarno, perché come già vi ho detto, è stato il mio primo viaggio fuori continente, per di più in un villaggio turistico. Quindi non ho avuto modo di conoscere e di vivere a modo mio il posto, soprattutto per mancanza di esperienza. Proprio ora che sto scrivendo, mi rendo conto che se lo dovessi fare adesso questo viaggio, lo affronterei in maniera completamente diversa, in completa autonomia, magari noleggiando qualche mezzo, girovagando per le sconnesse strade keniote. E sicuramente adesso vivrei tante altre interessanti avventure:tra le quali andare sull’ isola di Lamu e fare il trekking fino alla vetta del Kilimangiaro.
Ecco, appunto.Ho appena realizzato che presto farò di nuovo ritorno in Kenya per una nuova avventura!! E magari riuscirò anche a darvi qualche dritta in più!

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