Mini Guida del Nepal

IN UNA FRASE: Namaste!

DOCUMENTI: passaporto e visto che si ottiene all’arrivo in aeroporto , il cui costo dipende dalla durata del vostro soggiorno (es. 1o gg,15 gg, 30 gg, 60 gg). Non importano le fototessere, c’è una macchina automatica che vi scatta la foto e inserendo i vostri dati, stampa il modulo per ottenere il visto. Si può pagare in dollari, euro, rupie o carta di credito. Ben organizzati!

CLIMA: la stagione dei monsoni inizia a fine maggio, e dura per tutta l’esatate. A settembre il tempo inizia a migliorare, e se ancora la valle di Ktm è soggetta a forti piogge, ci sone zone vicino al Tibet, come il Mustang, in cui il clima è favorevole per trekking e visite. Ottobre e novembre sono i mesi più limpidi di sempre, quindi alta stagione, alberghi spesso completi, e prezzi più elevati. A dicembre, gennaio e febbraio le temperature si abbassano e questi mesi sono sconsigliati per i trekking, poiché sulle elevate montagne himalayane, le temperature sono gelide e la neve impedisce i passaggi in molti punti. A marzo fino a metà maggio, inizia nuovamente la stagione ideale per i trekking, ed è proprio nei primi 10 giorni di maggio che vengono effettuate le spedizioni per arrivare sulla vetta dell’Everest.

ITINERARIO: per la maggior parte dei visitatori il viaggio inizia da Kathmandu. La città ha un centro storico molto interessante e vale la pena sostarci perlomeno 2 giorni. Intorno a Kathmandu inoltre ci sono altri siti storici e culturali di elevato interesse, e si possono raggiungere in giornata dalla capitale: Patan, Bhaktapur, e Bodhnath. Inoltre nella capitale troverete tutto ciò di cui necessitate per affrontare un trekking sulle vette dell’ Himalaya, sia che decidiate di affrontare trekking meno impegnativi che arrivano a poco più di 3000 mt, sia che decidiate di arrivare a passi di fama mondiale sui 5000 e passa mt. Infatti una volta visitata Ktm, dovrete decidere se trasformare il vostro viaggio in un’avventura sportiva in sintonia con la natura, o se proseguire per un viaggio culturale alla scoperta dei vari punti di interesse che queste paese ha da offrire. Se poi avete più di 15 giorni ha disposizione potete fare entrambi le cose. Se pensate che il trekking non faccia per voi, proseguite verso il Parco Nazionale di Chitwan, dove si possono effettuare escursioni a dorso di elefante, per avvistare rinoceronti o le rare tigri del Bengala. Da qui si prosegue verso Lumbini, la città natale del Buddha dove potrete visitare il tempio buddista più importante del mondo, e il sito archeologico di Tilaurakot, regno di Siddartha Gautama. Con un giorno di viaggio in pullman si raggiunge la placida Pokhara, con il suo incantevole lago incorniciato dalle vette dell’ Annapurna. Le viste più spettacolari ad ottobre e novembre, quando il cielo è limpidissimo. Pokhara oltre ad essere la seconda città più importante del Nepal, è anche l’importante punto di partenza per i trekking sulle montagne dell’Annapurna. Da qui con 7 ore di autobus si torna nuovamente nella capitale e nella sua meravigliosa valle.

BUDGET: il costo della vita in Nepal è molto basso. Si può vivere lì con cifre realmente irrisorie, sia per l’alloggio che per il vitto. Il mio consiglio sugli alloggi è quello di non spendere non meno di 25 euro a testa, poiché con pochi euro in più avrete dei servizi decisamente migliori.

SPECIALE TREKKING: Per organizzarli vi consiglio di appoggiarvi a delle agenzie locali., che vi chiederanno sui 50 euro al giorno, alloggio vitto e guida inclusa. Altrimenti c’è l’opzione di cercare una guida o un portatore per conto proprio, considerate 20/ 30 euro per la guida, e 10/15 euro per il portatore, al giorno. I voli interni per raggiungere alcune città dalla quale partono i trekking, come Lukla o Jomsom, variano dai 100 ai 200 dollari al giorno, e ci sono zone in cui il permesso per entrarvi è particolarmente caro, come il Mustang, dove il costo si aggira intorno ai 500 dollari a testa. La scelta dei trekking è vastissima. Dai classici trekking ai campi base dell’Annapurna e dell’ Everest, che hanno una durata che varia dai 10 ai 18 giorni, si passa a trekking di modesta difficoltà, i cui sentieri si snodano in mezzo a paesaggi mozzafiato dalle altitudini meno elevate, e villaggi di etnie autoctone delle montagne. Le scelte sono infinite, e i livelli di difficoltà e di durata sono vari. Ci sono anche trekking di 3 giorni per chi ha poco tempo ha disposizione o è alle prese per la prima volta con questa attività. Certo è che qualsiasi percorso decidiate di affrontare, rimarrete affascinati. Sicuramente sarà il clima e la bravura della vostra guida a rendere questa esperienza indimenticabile oppure meno piacevole.

SENTIRSI A CASA: Per ciò che riguarda Kathmandu mi sento di consigliarvi vivamente Kathamandu GuestHouse, un hotel che è il punto di incontro di tanti viaggiatori. Dentro la struttura troverete qualsiasi servizio di cui avete bisogno, dal banco  viaggi, al parrucchiere, al cambio valuta. Il rapporto qualità prezzo è molto buono, inoltre sarete in un punto strategico di Thamel, vicino ai supermercati, difronte alle fermate dei taxi. Insomma basta camminare massimo 5 minuti e avrete a disposizione tutto ciò di cui potreste necessitare. E poi a pochi passi c’è un’ottima agenzia che organizza trekking. In realtà sono due società unite in unica agenzia, una nepalese e l’altra italiana. Sto parlando di “Himalayan Trailfinder” e “Viaggia con Carlo”. Per noi italiani è il massimo poiché ad accogliervi sarà sempre presente Claudia, e quando non è impegnato in qualche trekking mozzafiato, troverete anche Carlo, il fondatore di tutto. Sono due ragazzi italiani, simpaticissimi e disponibili a consigliarvi e a trovare il trekking più adatto a voi. I trekking che organizzano sono a stretto contatto con la comunità locale, ed i ragazzi che lavorano per loro, sia guide che porter sono nepalesi; alcuni di loro parlano addirittura italiano. Insomma io ve lo consiglio vivamente, sia per trekking (loro sono il top!) che per organizzare dei tour all’interno del paese, se eventualmente non ve la sentite di fare da soli! Inoltre organizzano anche tour per visitare il Tibet, con tanto di visti e permessi.  Insomma un posto dove sentirsi come a casa…

SICUREZZA: Il Nepal è un paese generalmente sicuro. Da prestare attenzione alle valige e agli zaini lasciati incustoditi, tipo sul tetto dell’autobus mentre viaggiate, vi possono rovistare dentro e portare via cose di valore. Potrete magari trovare qualche santone che vuole farvi una qualche benedizione ed in cambio, successivamente chiedervi denaro, o bambini che sembrano avere interesse nel conoscervi, ma solo per chiedervi poi dei soldi. Inoltre a Ktm e a Pokhara ci sono dei black out quotidiani che durano delle ore. Variano da quartiere a quartiere, poiché l’energia viene razionata.

TRASPORTI INTERNI: Il modo più comune per muoversi in Nepal, è l’autobus. Arrivano ovunque, e si fermano su richiesta. Sono inoltre molto economici. Non si può noleggiare un auto se non con autista, ed il prezzo varia dai 50 ai 100 dollari al giorno. Ma si possono noleggiare motociclette sia a Ktm che a Pokhara, E poi ci sono i voli interni. Il Nepal vanta due degli aeroporti più pericolosi al mondo, il più famoso, ed il più pericoloso del mondo, quello di Lukla, il paese dalla quale partono i trekking per il campo base dell’Everest, la cui pista di atterraggio è cortissima e termina dopo pochi metri con un muro di protezione della parete della montagna. Voli però necessari per risparmiare 2/3 giorni di viaggio sulle sconnesse strade nepalesi. Con meno di un’ora di volo vi toglierete il pensiero e vivrete un’avventura a dir poco adrenalinica.
BAMBINI: il Nepal accoglierà i bambini occidentali con splendidi sorrisi. Non ci sono particolari complicazione e controindicazioni, a parte che i prodotti per i neonati sono reperibili solo nelle 2 grandi città a prezzi decisamente elevati, e che viaggiare con il passeggino in Nepal non è molto agevole. Meglio portare il vostro bimbo in un marsupio.

CUCINA: la cucina nepalese non è certo rinomata per la sua varietà. Il piatto nazionale è il Dal Bat, un piatto composto da zuppa di ceci, che dà proprio il nome al piatto, accompagnato da verdure, carne stufata, riso , e pane chapati. Delizioso, ma dopo 10 giorni che mangiate solo quello, vi sarà un po’ venuto a noia. Poi ci sono i gustosissimi momo, i ravioli della tradizione tibetana, ripieni di carne o di verdure: decisamente i miei preferiti. Nella capitale ci sono degli ottimi risoranti indiani e tibetani, ed i soliti locali occidentali che servono hamburger o tacos, dalla quale mi sono guardata bene di avvicinarmi.
SHOPPING: un “must” le campane tibetane: di ogni grandezza, con vari mantra incisi. Da compare assolutamente. E statue induiste o buddhiste. Poi incensi, spezie, the’, sale himalayano di tutti i colori. Il tutto a prezzi davvero irrisori.

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