Piccoli globetrotter

Penso che questo post possa essere molto utile a tutti coloro che viaggiano con bambini. Io personalmente non ho figli, ma il mio compagno sì. Adesso i “piccoletti” hanno 17 e 11 anni. Otto anni fa, quando è iniziata la storia mia e di Lorenzo, avevano 9 e 3 anni. Quindi un po’ di esperienza personale ce l’ho, non per i neonati, ma per i bambini da 3 anni in su appunto.
Alcuni viaggi li abbiamo affrontati con i bambini, altri senza di loro perché viaggiavamo durante il periodo scolastico. Solo una volta siamo andati a New york nell’ultima settimana di marzo. I bambini hanno quindi dovuto saltare una settimana di scuola. Per Aurora, che all’epoca aveva 14 anni e frequentava il primo anno di liceo, non ci furono problemi. Per Emanuele invece, al terzo anno di elementari, le cose si complicarono e non di poco. Le maestre non avevano accettato il fatto, (qualcuno mi deve spiegare che differenza fa a loro una settimana bianca o una settimana a new york, non è forse più propedeutica la seconda?), e ad ogni colloquio mi ribadivano che avevamo sbagliato a fargli fare quel viaggio, che avevamo rovinato il suo anno scolastico. Morale: nella pagella di fine hanno, le valutazioni gli furono tutte abbassate di un voto. In realtà Ema apprese molte più cose in quella settimana a New york, di quanto ne poteva apprendere in una settimana a scuola. Quindi in questo braccio di ferro con le maestre, ne uscimmo comunque vincitori morali. Farei e rifarei cento volte quella stessa scelta. Un viaggio può insegnare tanto. Molto di più di quello che si può apprendere seduti su un banco con dei libri scritti fitti fitti.
Viaggiando si conosce prima di tutto la geografia, poi la storia, la lingua, la cultura, gli usi e costumi. Ma viaggiare significa sopratutto catapultarsi in una delle tante realtà che ci sono al mondo. Si prende coscienza del fatto che noi siamo qui adesso con determinate gioie e determinati problemi, ma che nel mondo intero ci sono altri 7 miliardi di abitanti che hanno altre determinate gioie e determinati problemi. Viaggiare è la porta per uscire di casa e capire che cosa accade intorno a noi. Viaggiare è scoprire le varie facce del mondo. Viaggiare è superare barriere di ignoranza, chiusura mentale e superficialità. Viaggiare è aprire la mente. Viaggiare è crescere. Quindi nostri bambini hanno bisogno di viaggiare.
“Genitori viaggiatori” vs “maestre”: 1 a 0.
Certo se si possono organizzare viaggi nel periodo delle vacanze scolastiche, tanto meglio. Ma a volte può risultare impossibile a causa del lavoro. Se possibile non rinunciate comunque a viaggiare con i vostri gnomi, saranno delle spugne che assimileranno tutte le esperienze del caso.
Di seguito alcuni consigli per organizzare un viaggio con i bambini:

-includere tappe che renderanno piacevole anche il soggiorno. I piccoli globe-trotter vorranno avere qualcosa per cui ricordare quel viaggio e di conseguenza quel paese visitato.
Ecco la top ten delle cose preferite dai piccoli viaggiatori:
1- Animali
2- Snorkeling
3- Spiagge e acque cristalline dove fare bagni indimenticabili
4- Musei di scienze naturali
5- Siti archeologici che raccontano di civiltà antiche o storie mitologiche (dovrete però essere in grado di raccontargliele queste storie, per mantenere alto il loro interesse)
6- Vulcani e ghiacciai
7- Attrazioni turistiche quali trenini, ruote panoramiche, funivie, teleferiche
8- Fast food o ristoranti a tema
9- Attività adrenaliniche quali moto d’acqua, Kite surf, sky boat, banana boat, jet sky
10- Trekking urbani e naturalistici

Ricordate di organizzare la giornata in modo da non renderla troppo piena e faticosa ma inserire delle pause rilassanti. D’altronde i piccoli si stancano con facilità.

Portare sempre un piccolo gioco o un libro per distrarli nei momenti più noiosi.

Avere una scorta di acqua e qualche snack per attacchi di fame improvvisi in luoghi improbabili

Far conoscere loro la cultura locale attraverso esperienze autentiche a contatto con la gente del posto

Insegnare ai bimbi 4 parole chiave in lingua locale: buongiorno, arrivederci, grazie, aiuto. I piccoli non vedranno l’ora di entrare ed uscire dai negozi o dai ristoranti pronunciando le prime tre parole. Invece spero che non debbano mai fare uso dell’ultima.

-Lasciate fare i ristoranti italiani all’estero. Fate provare ai vostri figli la cucina locale e fategli conoscere nuovi cibi. Sarà un modo per farli diventare cittadini del mondo!!

“responsabilizzateli”, lasciate loro trasportare il loro bagaglio a mano, insegnateli come affrontare la security in aeroporto, come cercare il gate e affrontare l’imbarco. Saranno contenti di fare le cose che fanno i grandi in semi-autonomia.

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